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E’ positivo il bilancio per il Comitato Regionale Piemontese della Federazione Italiana Golf alla seconda partecipazione al “Torino Winter Park”. La seconda edizione della manifestazione, svoltasi dal 9 all’11 gennaio all’Oval del Lingotto, è stata scenario di un indimenticabile e gigantesco evento sportivo. Tre giorni dedicati a coloro che amano il fitness, il movimento, in poche parole lo sport. Le discipline sportive rappresentate erano tra le più varie; numerosissimi gli spazi adibiti a palestre ove potersi cimentare con il free climbing, il fioretto, il tiro con l’arco, le arti marziali, lo step, l’hip hop, lo spinning, il running, lo sci di fondo, il calcio, il tennis, l’atletica leggera, il basket, il volley, canoa, canottaggio, kayak, biathlon, hockey, pattinaggio e, naturalmente, il golf.
Alla postazione della FIG il maestro Luca Colombari e lo staff della Federazione con pazienza insegnano a coloro che hanno deciso per la prova i primi rudimenti per arrivare a colpire la palla. Mentre osservo l’evolversi della lezione incontro Valter Castagnero, responsabile per la FIG della sezione sportiva zonale per Piemonte e Liguria, segretario al Golf Torino di Fiano e soprattutto arbitro nazionale. La mia curiosità si concentra su due fattori; quante persone si sono avvicinate ad uno sport considerato “diverso” rispetto a tutte le discipline qui rappresentate, e quali sono state le loro domande dopo la prova pratica. “
 Ci tengo a sottolineare come questa partecipazione sia la seconda positiva esperienza per la FIG al Torino Winter Park. Rispetto allo scorso anno sono aumentati i contatti soprattutto da parte di atleti qui presenti a rappresentare altre discipline sportive.” Valter ritiene l’esperienza assolutamente positiva e non stento a crederlo vista la coda che si forma di fronte allo stand nell’attesa che il maestro Colombari termini la lezione. Dieci minuti per ogni tentativo, quasi non ricordavo di aver avuto esordi così drammatici e inizio a valutare il mio golf attuale uno stato di grazia! Ma si accomoda in postazione una giovane ragazza, non avrà più di dodici anni. Impostazione del grip, addressata nel modo corretto, il maestro le spiega il movimento: la guida nel movimento dello swing mentre lei impugna il ferro 7 messo a disposizione nello stand. Con il primo tentativo manca la palla ma il finish già si nota. Luca le fornisce ancora un piccolo suggerimento ed eccolo li, il colpo perfetto. Sicura che sia solo “fortuna del principiante” osservo il resto della lezione; le colpisce tutte bene e sempre meglio! In un freddo pomeriggio di gennaio a Torino è appena nata una nuova promessa del golf nazionale. Lascia la postazione a chi segue e si avvicina ai genitori saltellando “lo sapevo che questo golf mi piaceva, lo voglio fare!”. Rivolgo il mio sguardo a Valter, stupita e imbarazzata (per il mio golf che lui conosce molto bene!). ” Dopo la prova i genitori mi chiedono ovviamente dei costi. E’ ancora molto viva l’idea che il golf sia uno sport elitario e pertanto necessariamente caro. Io spiego loro le molte attività ideate dal comitato regionale piemontese per far si che sempre più persone si avvicinino al golf soprattutto attraverso la struttura costruita presso il Parco Colonnetti a Torino”. Il primo anno di esperienza in questo campo pratica pubblico ha avuto un ottimo esito. Molte le scolaresche che hanno visitato la struttura ed avvicinato i ragazzini al golf. “Al parco Colonnetti è presente un campo pratica ove gli utenti possono accedere a prezzi modici e trovare le attrezzature necessarie per avvicinarsi al golf con una spesa così bassa da risultare meno costosa dell’approccio a più note attività sportive. Sono infatti per lo più giovani e giovanissimi coloro che si sono avvicinati alla prova qui al Winter Park ed è funzionale proporre loro una soluzione diversa dal classico circolo di golf.” Mentre risponde alle mie domande Valter distribuisce a tutti i bimbi che passano dallo stand una maglietta di cotone bianco con la scritta “Torino + Piemonte Passion and golf”. “

Io punterei maggiormente sulle scuole. Lo scorso anno sono intervenuti presso il Torino winter park numerosissimi gruppi organizzati proprio dai singoli istituti scolastici. Quest’anno i bimbi vengono con i genitori, forse la neve oppure l’eccessiva vicinanza con la ripresa delle lezioni dopo le vacanze di Natale”. Lascio Valter al suo lavoro, si avvicinano alla postazione della FIG tantissimi curiosi. Decido allora di tediare con le mie domande il vice presidente del comitato piemontese della Federazione Italiana Golf, Francesco Cappabianca. Lui mi rivolge uno sguardo simpatico “intanto diamoci del tu altrimenti non rispondo a nessuna domanda!” Molto bene, mi trovo sempre più a mio agio in questa struttura della FIG; una piccola consolazione che mi distrae dall’invidia per la ragazzina che dopo dieci minuti di prova sotto un pallone di plastica avrebbe meritato il 10 di hcp ad honorem! “E’ molto forte l’interesse per il golf e si è evidenziato anche in altre manifestazioni”. Sapevo di questo “pallone” della FIG che periodicamente partecipa a manifestazioni in città per avvicinare sempre più persone al golf. “Sono 4 anni che usiamo questa struttura nei parchi pubblici torinesi, nei negozi della catena Decathlon e nelle piazze. Questo è il secondo anno al Torino winter park ed a parte l’assenza delle scolaresche direi che il risultato è stato positivo; i bimbi ed i ragazzi più giovani sono venuti direttamente con le famiglie così hanno provato anche i papà! Peccato che siano ancora troppo spaventati dai costi; è comune l’idea che il golf sia una spesa inavvicinabile. Stiamo provando a sfatare il mito del golf come attività costosa grazie alla struttura creata al parco Colonnetti ma non è sufficiente. Occorrerebbe creare altri campi pubblici o spingere una politica mirata alle promozioni da parte di campi pratica o circoli già esistenti; questo porterebbe senza dubbio ad una più rapida evoluzione.” Mi chiedo quale è dal suo punto di vista l’utenza sulla quale puntare; sento parlare di scuole, di praticanti altri sport ma non avverto i sentori di un intervento mirato da parte della federazione nemmeno in questo contesto. “Io ritengo che occorra avvicinare ogni tipo di persona; molte persone incuriosite dalla prova non praticano assolutamente sport e pensano al golf come qualcosa di non faticoso che, a differenza degli sport più tradizionali, si può praticare fino in età avanzata. Anche queste sono le persone cui lanciare un messaggio di approccio al golf. E per quanto riguarda i giovani occorre far notare loro come la carriera di un professionista non sia finita a trent’anni”.
 Rifletto per un momento in silenzio, seppure un mix di suoni e rumori delle diverse discipline invada l’aria. L’età alla quale un calciatore diventa un tecnico o un nuotatore fa le cronache delle olimpiadi in televisione, alcuni nostri atleti iniziano una maturazione che li porterà verso i risultati che si tradurranno in successo per anni.” Mi accomiato da Francesco Cappabianca perché è arrivato il “capo”, il Dott. Paolo Guermani, neo rieletto presidente del comitato piemontese della Federazione Italiana Golf. Non nasconde la sua soddisfazione per l’affluenza di pubblico seppure all’esterno il termometro segni -5°, ed è felice nel vedere i “suoi” tutti al lavoro. Del resto da quando lui è il presidente il golf in Piemonte ha fatto grandi passi avanti. Gli stringo la mano, lo saluto e lo ringrazio. Che altro fare? Vero, quasi dimenticavo, devo dargli l’indirizzo dei genitori della bimba che ormai, nei miei ricordi tormentati, è diventata scratch! (Loredana Dolce)
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