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The Open 2009: Cink al playoff su Watson, bene Manassero e Molinari |
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Il 138esimo Open Championship rimarrà nella storia per la favola scritta da Tom Watson e per l’impresa di Matteo Manassero, sedicenne dilettante di Gardagolf. In testa per 4 giorni ha sbagliato sul green dell’ultima buca il suo 277esimo colpo, quello della vittoria. Il bogey conseguente ha invece costretto l’anziano campione statunitenste al playoff contro il connazionale Stewart Cink, n. 33 al mondo sino a ieri e 4 Ryder Cup giocate. L’epilogo di questo torneo sarà però la parte meno ricordata, per tutti sarà questo un open in cui un quasi 60enne è stato davanti a tutti i big del golf mondiale per 72 buche. L’ultimo giro partiva con la folle intrepidante attesa di quanto stava per accadere. A contendere a Watson il titole c’erano Ross Fisher, Lee Westwood e Retieef Goosen, ma uno solo era quello che tifavano tutti. La brillante partenza di Ross Fisher, con un doppio birdie iniziale. Alla quattro l’inglese, che giocava con Westwood perdeva un colpo, alla buca successiva tutti e due giocavano il ferro dal tee ma incredibilemente finivano nel rough. La palla di Fisher non è uscita al prima tentativo e quindi al secondo tagliava tutto il fairway per rientrare nell’erba alta in una posizione che forzava Fisher a dichiararla ingiocabile e prendersi una ulteriore penalità. Il quadruplo bogey con cui chiudeva la buca era la resa per Fisher, mentre il bogey del suo compagno di gioco permetteva a Watson di tornare in testa. La reazione di Westwood era immediata e con un birdie e un eagle alla 7 si portava a –4 ribaltando per l’ennesima volta il risultato. Da lì in avanti era una gara a scacchi in cui i giocatori tentavano più che altro di non sbagliare, non sempre riuscendoci. Watson recuperava un colpo al par 5, ne perdeva uno alla 10, ma segnava il birdie alla 11. Westwood ne perdeva uno alla 10 ed erano nuovamente pari, nel frattempo Goosen perdeva colpi alla 2, alla 12 e segnava doppio bogey alla 15 chiamandosi fuori dai giochi, nonostante l’eagle alla 17. Dalle retrovie ne approfittava Chris Wood, quarto l’anno precedente da Amateur, che riusciva a rimontare quattro colpi portandosi ad uno solo dai leader, commettendo però bogey alla 18 per chiudere il torneo 1 colpo sotto al par. Giunti alla ultime buche la tensione iniziava a farsi sentire. Watson perdeva un colpo alla 14 ma Westwood non ne approfittava pagando dazio sia alla 15 che alla 16. Il putt per l’eagle dell’inglese alla 17 si fermava ad un millimetro dalla buca e il conseguente birdie lo lasciava a –2. Watson giocava il par 5 in maniera splendida, raggiungendo in due in green e realizzando il birdie in tranquillità che gli dava la quasi sicurezza. Nel frattempo Cink, autore di un giro regolare, dopo aver a sua volta mancato il birdie alla 17 realizzava quello importantissimo alla 18 portandosi leader in clubhouse a –2. Alla 18 il dramma. Westwood giocava un ferro in sicurezza che centrava il fairway rotolando per una trentina di metri tanto da finire in bunker sotto sponda. Da lì l’inglese giocava d’azzardo e con ferro incredibile riusciva a raggiungere l’inizio dell’esteso green. Watson intanto spaccava nuovamente il fairway ed era chiaro quindi che all’inglese sarebbe stato necessario un birdie per raggiungerlo in testa. Westwood aggrediva il primo putt che finiva oltra la buca di un paio di metri e incredibilmente mancava il putt di ritorno chiudendo quindi a –1. Un par quindi era necessario a Watson per vincere il suo sesto titolo Open Championsip, ma il ferro dell’americano era leggermente lungo battendo a centro green per poi correre oltre la buca e fermarsi sul collard. Il colpo di approccio leggermente lungo lasciava a Watson un putt da 3 metri per il titolo, ma la tensine giocava un brutto scherzo e il colpo partiva immediatamente sulla destranon mettendo mai in pericolo la buca. Si andava al playoff, ma tale era la delusione in Watson che Cink aveva vita facileandando in vantaggio sin dalla prima delle 4 buche. Questo open verrà anche ricordato per la straordinaria prestazione del dilettante Matteo Manassero. In qualità di Amateur Campion il giovane veronese, assistito alla sacca dal tecnico della nazionale Alberto Binaghi, è stato autore di 3 giri in 71, 71 ,70 e ieri è stato protagonista di un gioco efficace ed aggressivo. Dopo un bogey iniziale alla 2 reagiva alla grande mettendo a segno il birdie alla 3 e alla 4, raccogliendone un altro al par 5 della 7 e nuovamente alla 10 per portarsi –3 colpi sotto al par di giornata e in pari rispetto al torneo. Perso un colpo alla 13 per un up and down mancato segnava il quinto birdie alla 15 e in quel momento era a due colpi dalla vetta. Purtroppo alla 16 marcava 3 putt per poi perdere un ultimo colpo alla 18, ma in ogni caso si tratta di un risultato straordinario per un ragazzo di 16anni capace di entusiasmare con il suo gioco semplice tutti gli addetti al lavoro e con il suo sorriso anche i tifosi. Per lui 13esima posizione al pari di Francesco Molinari, autore anche lui di un open straordinario. Il torinese era partito in maniera eccezinale giovedì, nell’unica giornata senza vento, sino a portarsi sul –4, salvo poi perdere cinque colpi in tre buche e ritornare in bassa classifica. Da quel momento, pur con condizioni meteo che via via peggioravano, ha battagliato in maniera esemplare e con un solido gioco è riuscito a chiudere il torneo in tredicesima posizione. Con questo piazzamento Molinari incassa 58.000 di moneta e preziosi punti di World Ranking che lo portano oggi ad occupare la 64 posizione mondiale, avvicinandosi alla meta del cinquantesimo posto suo obiettivo di stagione.
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Creato lunedì 20 luglio 2009 |