|
PGA Tour
|
Sono passati nove mesi ma nulla sembra cambiato . Non è il tempo di una gravidanza: è il tempo che ha impiegato Tiger Woods per tornare al successo e vincere l'Arnold Palmer Invitational giocato sul percorso del Bay Hill Club & Lodge (par 70) a Orlando in Florida. Ripercorriamo la storia dei 4 giri del torneo. Dopo le prime 18 buche al comando con 65 colpi Jason Gore tallonato con 66 da Tim Herron e Jeff Overton e seguito al quarto posto con 67 colpi troviamo Nick Watney e Stuart Appleby; Tiger Woods ed altri sei giocatori, tra cui Rocco Mediate e J.J. Henry, con 68 colpi. Senza infamia e senza lode il giro interlocutorio per Kenny Perry e Padraig Harrington con 70 colpi, mentre non hanno trovato la giornata giusta David Toms e Mike Weir con 71, Adam Scott con 72, Retief Goosen e Vijay Singh, con 74, e Jim Furyk con 78.
Dopo il secondo giro al comando si è portato Sean O'Hair (67,65) secondo score dovuto soprattutto alle prime nove buche esemplari (4 birdie poi seguiti nelle seconde da altri 2 e un bogey); ha così superato Jason Gore, ora secondo con 135 colpi (65,70). Al terzo posto con 136 colpi l'australiano Robert Allenby e il giapponese Ryuji Imada, Intanto Woods ha guadagnato cinque posizioni passando al quinto posto, al sesto con 138 colpi sette concorrenti tra i quali Padraig Harrington e Nick Watney. Poco brillanti gli altri bigs: Kenny Perry è 27° con 141, Mike Weir 48° con 143, David Toms e Vijay Singh sono 55.i con 144, Retief Goosen 68° con 145. E' andata peggio a Jim Furyk e Adam Scott (148) usciti entrambi al taglio con tre colpi di troppo nello score.
Sabato, terzo giro, Tiger si è portato al secondo posto sempre a cinque colpi dal leader Sean O'Hair . Al terzo a pari merito con Woods si trovano Zach Johnson, Ryuji Imada e Jason Gore, al sesto Brandt Snedeker, Pat Perez, Scott Verplank e Robert Allenby, mentre tra i giocatori al decimo vi sono Padraig Harrington e Nick Watney. Lontani gli altri bigs: 24/mo Kenny Perry, 38/mi con 215 Mike Weir e David Toms, 51/mo con 217 Retief Goosen e 71/mo con 221 Vijay Singh.
Nel quarto giro ha ruggito il campione che con un gran giro finale in 67 colpi ha recuperato nelle prime 15 buche i cinque colpi che lo dividevano dal leader Sean O'Hair , per poi imbucare un grandioso birdie alla 18. Da notare che anche questa volta, come già successo ad altri in occasioni precedenti, la pressione messa da Woods è stata insostenibile per O'Hair che ha chiuso il quarto giro in 73. Terzo posto conquistato in solitudine da Zach Johnson. Al quarto con 279 Nick Watney, Pat Perez, Scott Verplank e l'australiano John Senden, all'ottavo con 280 Kenny Perry, Jason Gore e lo svedese Daniel Chopra, all'11° con 281 l'irlandese Padraig Harrington. Male gli altri favoriti alla vigilia : il sudafricano Retief Goosen 36° con 286, il canadese Mike Weir 40° con 287, David Toms 48° con 288 e Vijay Singh 59° con 290.
Woods è partito lanciato due birdie nelle prime tre buche riducendo il divario a due colpi grazie a un bogey di O'Hair . Alla quattro bogey di Tiger ma alla sette birdie Tiger – bogey O'Hair e un solo colpo di distacco lasciando intendere che a questo punto non avrebbe mollato la preda . O'Hair, ha tentato di reagire e segnando birdie alla 9 ha allungato di nuovo ma alla 10 nuovo bogey. Nulla di fatto fino alla 15 quando Woods ha raggiunto il rivale. Stavolta O'Hair accusa il colpo e alla 16 va in acqua limitando comunque i danni con un bogey. Woods regalava l'unica incertezza di giornata con un bogey alla 17. Ancora parità, ma ecco di nuovo il campione Woods. Drive a centro pista, ferro in bandiera e one putt per la vittoria. O'Hair incassa la sconfitta e nulla di nuovo sul Tour : Tiger is Back ! (Massimiliano Dagradi) |
|
Creato lunedì 30 marzo 2009 |
|
|
European Tour
|
E’ il danese Soren Kjeldsen ad aggiudicarsi l’Open de Andalucia concludendo a 14 colpi sotto il par e staccando di ben tre colpi lo scozzese Drysdale (anche se i due erano co-leaders fino a tre buche dalla fine). Ma per noi c'è Molinari! Francesco è infatti l’unico italiano ad aver superato il taglio (Canonica, Gagli e Colombo fuori malamente dopo i primi due giorni) e ad essersi classificato al terzo posto pari merito insieme a Storm. In nostro Molinari ha concluso il torneo staccato di 4 colpi dal vincitore mettendo a segno 1 eagle, 19 birdies, 43 pars, 7 bogeys che consentono ampiamente di perdonargli i 2 doppi bogeys. Francesco ha costruito la sua ottima performance soprattutto nei Par 5 dove nei quattro giorni ha totalizzato la bellezza di 10 colpi sotto il par. La distanza media coperta dal drive di Chicco in questo torneo è stata pari a poco meno di 280 metri, con 44 fairways centrati su 56 totali. Completano le sue statistiche 59 greens in regulation, 125 putts totali (31,25 in media per ciascun giro), 7/13 gli scrambles e 2/3 i salvataggi dai bunkers. Francesco ha chiuso 23 volte la buca con un solo putt, 45 volte con i canonici due putts e purtroppo 4 volte ha chiuso la buca con 3 putts. Insomma, onore al merito al vincitore Kjeldsen ma Molinari lancia chiari segnali a tutto l’European Tour.. lui c’è ed è pronto a bissare il successo di Tolcinasco 2006! (Domenico Basanisi) |
|
Creato domenica 29 marzo 2009 |
|
|
LPGA Tour
|
Si è svolto sul percorso del Bosque Real Country Club di Mexico City il Master Card Classic. Grande sorpresa per il risultato finale che ha visto prevalere Pat Hurst (68,70,68) con un colpo di vantaggio sulla grande favorita del torneo, la numero 1 del mondo Lorena Ochoa (65,73,69) e sulla Tseng (68,69,70). L’ultimo giro ha riservato grandi emozioni. All’inizio dell’ultimo giro al comando c’erano la Choi e la Tseng con 137 con un colpo di vantaggio su Hurst e Ochoa. Mentre la Choi si era già persa con un pesantissimo 40 sulle prime 9 , alla buca 10 la Tseng era ancora al comando con 2 colpi sulla Hurst e 4 sulla Ochoa. E tra un’emozione e l’altra tra birdies e bogeys alla partenza della 17 la classifica recitava Tseng 197, Hurst 199, Ochoa 200. Alla 17 par per la Tseng, birdie per Hurst e Ochoa. Tseng 201, Hurst 202, Ochoa 203. Rimane l’ultimo par 5 quello della 18 : Hurst e Ochoa calano il birdie , pesantissimo bogey per la Tseng che consegna di fatto il torneo alla Hurst. Le due azzurre in gara hanno concluso appaiate al 22° posto con 217 colpi. La Sergas è andata in crescendo (75,72,70) mentre più regolare il cammino della Cavalleri (73,73,71). (Massimiliano Dagradi) |
|
Creato venerdì 27 marzo 2009 |
|
|
Challenge Tour
|
Tre colpi di vantaggio alla partenza dell’ultimo giro non sono bastati ad Edoardo Molinari per vincere il Club Colombia Masters sul percorso del Country Club de Bogotà. Edoardo ha girato le ultime 18 in 72 nulla potendo di fronte alla rimonta dell’argentino Wagner che ha chiuso in 68 colpi. Seconda posizione per Molinari con 276 (69,67, 68,72). Terzo il francese Guerrier con 277, quarti con 278 l'inglese Jamie Moul e l'argentino Julio Zapata, sesti con 280 il cileno Benjamin Alvarado, il transalpino Julien Quesne e l'inglese Lloyd Kennedy. Il vincitore è partito molto forte e con tre birdie di fila, dalla 2ª alla 4ª buca, ha annullato lo svantaggio su Molinari. Il nostro Edoardo ha sofferto l’impetuosa avanzata dell’argentino ed ha segnato ancora bogey alla 10; a quel punto Wagner grazie a un eagle alla 13 ha portato a 3 colpi il vantaggio sul nostro Molinari. Ma la tensione era tanta anche per Wagner e si è materializzata alla 17 dove ha segnato bogey mentre Dodo ha infilato un birdie. Alla partenza della 18 il vantaggio di Wagner è di un solo colpo ma un par è stato sufficiente per non andare al playoff. Molto male gli altri italiani che hanno pagato un pesantissimo primo giro non riuscendo poi nel secondo a migliorarsi abbastanza per passare il taglio: Molteni (77,69), Bruschi(74,75) e Maestroni (75,75). (Massimiliano Dagradi ) |
|
Creato venerdì 27 marzo 2009 |
|
Leggi tutto... - Colombia Masters - A...
|
|
|