E' un accessorio irrinunciabile per le golfiste (anzi d’inverno siamo sempre a caccia del secondo) e non è poi così banale la scelta perché dal guanto e dal suo fitting dipende la qualità del nostro swing.
L’etichetta vuole che non lo si indossi sul putting green ma durante tutte le altre attività golfistiche sarà il nostro fido alleato. 
Prima di tutto il materiale: deve essere traspirante, confortevole e ci deve agevolare il grip con il nostro bastone, esistono in tessuto tecnico con varie quantità di elastomero che lo rendono più o meno aderente, esistono in pelle leggera oppure nei due materiali accoppiati ( senza prendere in considerazione le versioni invernali di pile).
Attenzione alle cuciture, molte volte le sagomature anatomiche mal si accordano con la forma delle nostre mani e ci ritroviamo fastidiose righe o peggio leggere abrasioni sulla pelle che non sono affatto piacevoli.
Uno sguardo anche alla chiusura che ci deve consentire di adattarlo alla misura del nostro polso senza pizzicarlo o lasciarlo troppo morbido, generalmente è realizzata con il velcro.
Scegliamo la corretta taglia: generalmente il guanto cede dopo qualche utilizzo quindi non esageriamo con la larghezza: un guanto largo o consumato perciò sformato fa scivolare il grip del bastone, al primo acquisto di solito si tende a sceglierlo grande basandosi sui guanti da passeggio ma il guanto da golf deve essere ben aderente. 
Analizziamo i dettagli, esistono guanti con marchino calamitato, guanti glamour con calamite colorate intercambiabili, guanti con il segno di come appoggiare correttamente il bastone sul palmo della mano:il tempo e l’esperienza ci guideranno nella scelta, il guanto non è un dettaglio da sottovalutare e appena è consumato va subito sostituito.
Per l’estate esiste una versione senza dita ( mezzo guanto) pare molto amata dalle nails-addicted e una versione che lascia filtrare sul dorso della mano i raggi solari così da non avere i segni tatuati dell’abbronzatura.
Ma cosa fare di quelli ormai consunti? Li potrete incorniciare se in loro compagnia avete realizzato colpi memorabili! (Simona Carcano)
Cliccando sulle immagini arriverete ai siti ove i guanti sono descritti.

Chissà come mai se chiedete a qualcuno di immaginare un look golfistico sicuramente immagina un gilet o un golfino a rombi. Forse perché è un classico della moda in generale come il tweed o il gessato.
Forse perché questa elegante fantasia richiama i paesi anglosassoni e di conseguenza gli sport legati alla loro cultura . Il termine “rombi” nell’abbigliamento è detto più comunemente “argyle” e pare prenda il nome da un clan scozzese . Anche i tessuti check definiti in italiano “scozzesi” o “tartan” in generale hanno discendenze dai clan e ogni particolare combinazione di disegni e colori è una specie di “stemma” che contraddistingue un clan da un altro.
Questo articolo è dedicato alle ladies di ferro che giocano anche con temperature polari e con condizioni atmosferiche avverse: dopo tutto siamo donne, non ci lasciamo fermare certo da queste quisquilie! Per quanto riguarda la protezione “a pelle” il mercato offre sia soluzioni in fibre naturali sia in fibre di nuova generazione, di origine artificiale oppure sintetica. Le fibre naturali più gettonate: il cotone tessuto in interlock ( un jersey doppio), la seta e la lana ( dal prezioso cashmere alla morbida merinos). Le fibre man-made hanno vare denominazioni perchè vengono brevettate a secondo della ditta che le produce e commercializza: Thermafit, Thermore etc. I capi “a pelle” devono costituire una barriera solida in quanto la loro aderenza e spessore sono la prima fonte di comfort che il nostro corpo percepisce, ricordiamoci che se sono anche traspiranti evitiamo l’effetto serra e sicuramente sono più igienici. Sopra i capi “a pelle” possiamo sbizzarrirci con pile smanicati o con maniche, pullover in lana dal gusto classico, golfini tecnici con zip, gilet matelassè (attenzione però allo spessore dell’imbottitura che non deve intralciare i movimenti).
Ci sono sport che richiedono per etichetta e tradizione un dress code piuttosto rigido malgrado le performance sportive non escludano una buona dose di fantasia: il golf fa parte di questa categoria. Entri in un circolo e sicuramente trovi qualche indicazione su come puoi e non puoi abbigliarti, entri in uno store specifico e vieni investita da un’ allure sopra le righe e che diventa subito famigliare anche alle neofite più stravaganti. Come mai questo rigore? Credo che la giusta risposta venga dalla storia del golf nella quale Olanda e Scozia si contendono da sempre lo scettro dell’invenzione di questa affascinate pratica sportiva, le due nazioni sono sempre state storicamente conservatrici in tema di abbigliamento e la matrice countryside ancora oggi è presente nell’abbigliamento sia maschile che femminile. Ci sono 4 articoli taggati con abbigliamento golf. Puoi vedere tutti i tag nella Tag Cloud