Francesco Molinari è uno dei dieci giocatori che rappresentano l'Europa continentale nel Vivendi Trophy . Il torneo , una sfida tra Europa Continentale e Gran Bretagna & Irlanda, inizia oggi sul percorso parigino di Saint-Nom-la Bretèche GC in Francia. Oltre a Molinari nella squadra continentale capitanata da Thomas Bjorn , Henrik Stenson, Robert Karlsson, Peter Hanson, Anders Hansen, Soren Hansen, Soren Kjeldsen, Gonzalo Fernandez Castaño, Miguel Angel Jimenez e Alvaro Quiros. Il team rappresentante Gran Bretagna e Irlanda è capitanato da Paul McGinley e composto da Nick Dougherty, Simon Dyson, Ross Fisher, Robert Rock, Anthony Wall, Steve Webster, Oliver Wilson e Chris Wood, Grame McDowell e Rory McIlroy. La formula di gioco prevede cinque match 4 palle nella prima e nella seconda giornata , quattro greensome e quattro foursome nella terza e dieci singoli nella giornata finale. Il torneo , che prima si chiamava Seve Trophy , è alla sua sesta edizione , le ultime quattro vinte da Gran Bretagna e Irlanda.
E’ il sudafricano James Kingston (numero 140 del mondo) ad avere la meglio al play-off sul danese Anders Hansen (entrambi hanno chiuso 13 colpi sotto il par, con un totale di 275 colpi) . Bene e costante il nostro Francesco Molinari che ha chiuso il torneo (quarto giro sotto una fitta pioggia) 7 colpi sotto il par (carta totale da 281 colpi) al 12° posto pari merito. Grazie ai circa 30 mila euro vinti in questo torneo, Francesco sale al 25° posto del Tour Europeo, mentre scende al 68° posto del World Ranking. La prossima tappa dello European Tour sarà a Vienna per l’Austrian Open, che vedrà impegnato, come unico azzurro in gara, Alessandro Tadini. Classifica finale del torneo . (Domenico Basanisi)
Il 138esimo Open Championship rimarrà nella storia per la favola scritta da Tom Watson e per l’impresa di Matteo Manassero, sedicenne dilettante di Gardagolf. In testa per 4 giorni ha sbagliato sul green dell’ultima buca il suo 277esimo colpo, quello della vittoria. Il bogey conseguente ha invece costretto l’anziano campione statunitenste al playoff contro il connazionale Stewart Cink, n. 33 al mondo sino a ieri e 4 Ryder Cup giocate. L’epilogo di questo torneo sarà però la parte meno ricordata, per tutti sarà questo un open in cui un quasi 60enne è stato davanti a tutti i big del golf mondiale per 72 buche. L’ultimo giro partiva con la folle intrepidante attesa di quanto stava per accadere. A contendere a Watson il titole c’erano Ross Fisher, Lee Westwood e Retieef Goosen, ma uno solo era quello che tifavano tutti. La brillante partenza di Ross Fisher, con un doppio birdie iniziale. Alla quattro l’inglese, che giocava con Westwood perdeva un colpo, alla buca successiva tutti e due giocavano il ferro dal tee ma incredibilemente finivano nel rough. La palla di Fisher non è uscita al prima tentativo e quindi al secondo tagliava tutto il fairway per rientrare nell’erba alta in una posizione che forzava Fisher a dichiararla ingiocabile e prendersi una ulteriore penalità. Il quadruplo bogey con cui chiudeva la buca era la resa per Fisher, mentre il bogey del suo compagno di gioco permetteva a Watson di tornare in testa. La reazione di Westwood era immediata e con un birdie e un eagle alla 7 si portava a –4 ribaltando per l’ennesima volta il risultato. Da lì in avanti era una gara a scacchi in cui i giocatori tentavano più che altro di non sbagliare, non sempre riuscendoci. Watson recuperava un colpo al par 5, ne perdeva uno alla 10, ma segnava il birdie alla 11. Westwood ne perdeva uno alla 10 ed erano nuovamente pari, nel frattempo Goosen perdeva colpi alla 2, alla 12 e segnava doppio bogey alla 15 chiamandosi fuori dai giochi, nonostante l’eagle alla 17. Dalle retrovie ne approfittava Chris Wood, quarto l’anno precedente da Amateur, che riusciva a rimontare quattro colpi portandosi ad uno solo dai leader, commettendo però bogey alla 18 per chiudere il torneo 1 colpo sotto al par. Giunti alla ultime buche la tensione iniziava a farsi sentire. Watson perdeva un colpo alla 14 ma Westwood non ne approfittava pagando dazio sia alla 15 che alla 16. Il putt per l’eagle dell’inglese alla 17 si fermava ad un millimetro dalla buca e il conseguente birdie lo lasciava a –2. Watson giocava il par 5 in maniera splendida, raggiungendo in due in green e realizzando il birdie in tranquillità che gli dava la quasi sicurezza. Nel frattempo Cink, autore di un giro regolare, dopo aver a sua volta mancato il birdie alla 17 realizzava quello importantissimo alla 18 portandosi leader in clubhouse a –2. Alla 18 il dramma. Westwood giocava un ferro in sicurezza che centrava il fairway rotolando per una trentina di metri tanto da finire in bunker sotto sponda. Da lì l’inglese giocava d’azzardo e con ferro incredibile riusciva a raggiungere l’inizio dell’esteso green. Watson intanto spaccava nuovamente il fairway ed era chiaro quindi che all’inglese sarebbe stato necessario un birdie per raggiungerlo in testa. Westwood aggrediva il primo putt che finiva oltra la buca di un paio di metri e incredibilmente mancava il putt di ritorno chiudendo quindi a –1. Un par quindi era necessario a Watson per vincere il suo sesto titolo Open Championsip, ma il ferro dell’americano era leggermente lungo battendo a centro green per poi correre oltre la buca e fermarsi sul collard. Il colpo di approccio leggermente lungo lasciava a Watson un putt da 3 metri per il titolo, ma la tensine giocava un brutto scherzo e il colpo partiva immediatamente sulla destranon mettendo mai in pericolo la buca. Si andava al playoff, ma tale era la delusione in Watson che Cink aveva vita facileandando in vantaggio sin dalla prima delle 4 buche. Questo open verrà anche ricordato per la straordinaria prestazione del dilettante Matteo Manassero. In qualità di Amateur Campion il giovane veronese, assistito alla sacca dal tecnico della nazionale Alberto Binaghi, è stato autore di 3 giri in 71, 71 ,70 e ieri è stato protagonista di un gioco efficace ed aggressivo. Dopo un bogey iniziale alla 2 reagiva alla grande mettendo a segno il birdie alla 3 e alla 4, raccogliendone un altro al par 5 della 7 e nuovamente alla 10 per portarsi –3 colpi sotto al par di giornata e in pari rispetto al torneo. Perso un colpo alla 13 per un up and down mancato segnava il quinto birdie alla 15 e in quel momento era a due colpi dalla vetta. Purtroppo alla 16 marcava 3 putt per poi perdere un ultimo colpo alla 18, ma in ogni caso si tratta di un risultato straordinario per un ragazzo di 16anni capace di entusiasmare con il suo gioco semplice tutti gli addetti al lavoro e con il suo sorriso anche i tifosi. Per lui 13esima posizione al pari di Francesco Molinari, autore anche lui di un open straordinario. Il torinese era partito in maniera eccezinale giovedì, nell’unica giornata senza vento, sino a portarsi sul –4, salvo poi perdere cinque colpi in tre buche e ritornare in bassa classifica. Da quel momento, pur con condizioni meteo che via via peggioravano, ha battagliato in maniera esemplare e con un solido gioco è riuscito a chiudere il torneo in tredicesima posizione. Con questo piazzamento Molinari incassa 58.000 di moneta e preziosi punti di World Ranking che lo portano oggi ad occupare la 64 posizione mondiale, avvicinandosi alla meta del cinquantesimo posto suo obiettivo di stagione.
Incredibile giornata di golf oggi sull'Aysla Course di Turnberry, dove il 59enne Tom Watson ha confermato l'incredibile prima posizione di ieri girando in par in campo reso irriconoscibile rispetto a ieri dal vento e dalla pioggia. Se ieri si era girato con una leggera brezza da sud ovest questa mattina i giocatori hanno trovato ad attenderli un forte vento da nord e la pioggia. E' parso chiaro sin dalle prime partite che par sarebbe stato un ottimo traguardo e i primi a farne le spese sono stati Ben Curtis, campione Open del 2003, e il canadese Mike Weir, Master champion nello stesso anno. Ambedue in alta classifica ha girato rispettivamente in 80 e 78 colpi per finire appaiati in classifica a 5 colpi sopra al par appena fuori il taglio. Primo degli italiani a scendere in campo è stato Francesco Molinari , in cerca del riscatto dai 5 colpi persi in tre buche in chiusura del giro. L'azzurro subiva il bogey alla 8 a causa di un triplo putt, ma in bilico in quel momento sul taglio, reagiva alla grande imbucando il birdie alle buche 10 e 11, portandosi tra i pochi che in quel momento riusciva a guadagnare colpi sul campo. Il passaggio sul luogo del delitto di ieri, portava un par alla 15 e ancora un pesante doppio bogey alla 16, questa volta riscattato dal birdie al par 5 della 17. Il torinese chiudeva così il giro in 70 colpi, pari con il par e si assicurava il passaggio del taglio, dato che le condizioni inclementi avevano portato la soglia lentamente sino al +4. Il giovane Matteo Manassero difficilmente dimenticherà queste 36 buche giocate a fianco di Tom Watson e di Sergio Garcia. Partiti nel momento di peggior condizioni atmosferiche pagavano tutti e tre dazio sulle prime buche giocate controvento. Watson realizzava il birdie alla 1, ma da lì segnava 5 bogey in sei buche per portarsi a +4 di giornata, Il dilettante di Gardagolf marcava bogey alla 2 e alla 7, ma era comunque molto bravo a rimanere attaccato allo score, guidato saggiamente dal tecnico della nazionale Alberto Binaghi che lo accompagnava come caddie. Del terzetto il solo Garcia sembrava vincere campo e tempo, segnano due birdie a 1 e 7 ed un solitario bogey alla 4. In quel momento, mentre incontravano la pioggia più consistente della giornata sull buche più insidiose del campo, Watson iniziava la sua fenomenale rimonta e l'entusiasmo trascinava anche l'azzurro. Birdie alla 9 per lo statunitense, imitato da Manassero, mentre Garcia perdeva un colpo. Lo statunitense continuava a deliziare il folto pubblico al seguito giocando con esperienza e imbucando tutto l'imbucabile e oltre. Birdie alla 11, alla 16 con un chilometrico e alla 18, dove, dopo aver ricevuto un assordante tributo da tutto il pubblico acclamante, imbucava ancora da più di 10 metri per chiudere il suo giro in un stretto par 70 e tornare in testa al torneo in compartecipazione con lo statunitenste Steve Marino a -5. Manassero, incitato dai due compagni di gioco salvava invece un difficile par alla 10 dalla distanza e sempre dalla distanza imbucava il putt alla 12 per il birdie che lo riportva pari con il par per la giornata. Dopo aver pagato un brutto tee shot alla 14 con un bogey, copiava la linea del già citato chilomtrico putt di Watson e imbucava il birdie che lo riportava definitivamente pari con il par per la giornata. Emozionanti in ogni caso vedere l'azzurro giocare alla pari con Watson e Garcia, come pure il "cinque" scambiato con l'anziano campione dopo il reciproco birdie della 16. Garcia, dopo i colpi persi alla nove e alla 11 riprendeva la sua strada con due birdie alla 15 e alla 17 dopo aver miracolosamente ritrovato il suo tee shot ampiamente a sinistra- Per lui giro in 69 e momentanea tredicesima posizione a -1. Non sarà quello di Turnberry il 15esimo major di Tiger Woods . Il campione americano ha pagato i suoi colpi dal tee erranti come ieri e non è riuscito a domare il vento. Dopo aver guadagnato un colpo alla 7, par 5, perdeva 7 colpi in sei buche pagando una palla persa alla 10, ma anche brutti colpi e brutti approcci alla 14, dove ha marcato il suo secondo doppio bogey. Due birdie alla 16 e alla 17 non hanno però permesso a Woods di rientrare nel taglio, mancando infatti il birdie alla 18 lo statunitense ha chiuso il giro in 74 per un +5 aggregato che le relega giusto fuori alla soglia dei partecipanti del week end. Il leader della prima giornata, lo spagnolo Miguel Angel Jimenez ha anche lui subito il maltempo nelle prime buche, tutte controvento, chiudendo le prime 9 buche in 39, quattro sopra al par grazie ai 5 bogey e al singolo birdie realizzati. Nelle seconde nove un bogey e due birdie che gli hanno fatto marcare un 72 che lo mantiene in momentanea quarta posizione e quindi non lo taglia fuori dalla lotta per il titolo. Tra i melio piazzati il tedesco Martin Kaymer, vincitore degli ultimi due open del tour europeo, tredicesimo a -1 a parimerito di Garcia, Cabrera, Villegas e Furyk. A -3 altri due pericolosi giocatori, il sudafricano Retieef Goosen e l'inglese Ross FIsher, mentre a -4 in solitaria terza posizione il 48 Mark Calcavecchia. Fuori Ian Puolter, mentre sono rientrati per poco nel taglio il nordirlandese Rory McIlroy (+3) e l'inglese Paul Casey (+4) autore di un 76 dopo il bel 68 di ieri.
Miguel Angel Jimenez è davanti a tutti dopo il primo giro del 138° Open Championship. Lo spagnolo ha saputo approfittare di una giornata di tempo clemente sull'insidioso link dell'Aisla Course di Turnberry marcando uno strepitoso 64, 6 colpi sotto al par, nel pomeriggio di oggi. Nel suo score 6 regolari birdie e nessun bogey. Per gran parte della giornata la scena era stata dominata dal 59enne Tom Watson. A 32 dalla sua vittoria qui del 1977, lo storico duello sotto il sole con Jack Nicklaus, il campione americano ha segnato 5 birdie e nessun bogey, mettendo soprattutto a frutto l'esperienza e un invidiabile putt. Male il favorito del torneo Tiger Woods , che ha faticato dal tee per tutto il giorno e specialmente le tre uniche volte in cui ha giocato il driver senza mai trovare il fairway. Nello score del numero uno mondiale 3 birdie e 4 bogey per un 71 finale che lo relega al momento alla soglia del taglio. Stesso punteggio ma opposte sensazioni per il giovanissimo Matteo Manassero che senza farsi tradire dall'emozione ha giocato 18 buche all'altezze dei suoi compagni di gioco, il già citato Watson e lo spagnolo Sergio Garcia. Manassero ha iniziato con 6 regolari par salvo perdere il primo colpo alla 7 a colpa di un triplo putt, ma il carattere del combattente per questo ragazzo deve essere alto tanto che con una pronta reazione alla 8 si riportava apri con il par. Chiuse quindi le prime nove buche in par segnava il suo secondo birdie alla 10 e manteneva il passo sino alla 15. Qui, forse tradito dalla stanchezza mancava per la prima volta un green in regulation, ma riusciva comunque a recuperare il par. Era il preludio per il secondo bogey alla 16, difficile par 4 con il green difeso da un fossato che taglia tutto il fairway. Dopo il par alla 17 altro triplo putt proprio sulla buca di chiusura per un 71 finale che è comunque un grandissimo risultato. Francesco Molinari ha chiuso il suo giro in 71, un colpo sopra al par, mancando anche lui nel finale e cadendo, come già il veronese, alla 16. Il torinese ha innaugurato il suo secondo Open Championship con un birdie alla 1, quindi salvato il par con un up and down alla due ha inanellato una serie di par. Birdie alla sette e allla 8 per portarsi su un momentaneo -3 a cui ha aggiunto un ulteriore birdie alla 12 con un putt da 6 metri per portasi in quel momento ad un solo colpo dai leader del momento. Fatale la 15, dove un putt in discesa per il birdie da 8 metri tocca l'ultimo lembo della buca per fermarsi poi a due metri. Il putt di ritorno sembra in linea perfetta con la buca salvo deviare un attimo prima obbligando l'azzurro al primo Bogey di giornata. Questo il preludio ai due doppi bogey consecutivi alla 16 e alla 17 per un giro chiuso in 71 colpi. Tra i giocatori andati sotto par lo statunitense Ben Curtis, già vincitore nel 2003 al Royal St.George, è appaiato a Watson a -5. Un colpo dietro l'australiano John Senden, dentro il field per merito del ritiro di Jeev Mikha Singh, gli statunitensi Steve Stricker e Stewart Cink e il Venezuelano Camilo Villegas. A -3 tra gli altri Jim Furyk e Retieef Goosen, metre Lee Westwood si trova tra quelli a -2. (leaderbord del torneo )Ci sono 38 articoli taggati con Francesco Molinari. Puoi vedere tutti i tag nella Tag Cloud