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Lezione di putt in salotto! Stampa E-mail
hermann casse Avere un maestro di golf in casa può avere i suoi lati positivi. Da qualche giorno, orgogliosa del mio nuovo putter che mi ha fatto ben figurare la scorsa settimana, ogni sera mi metto e li e miro alla pancia della mia povera gatta sdraiata sul tappeto. Non insorgano gli animalisti, mai farei del male al mio piccolo tesoro. Ma io gioco a farle arrivare la palla a morire vicino alle zampine e lei me la rispedisce indietro! Se mi parte il classico put con la “scossa” lei veloce come un “gatto” si scansa e si lamenta lasciandomi sola sul “terreno di gioco”. Ma ieri sera a casa con noi era il capo supremo, il mio maestro e compagno, Marco Soffietti. Mi ha insegnato il tocco di questa maledetta palla. Intanto primo errore, stavo troppo vicina alla palla e con la palla troppo a destra; deve partire all’altezza del tallone del piede sinistro e le mie spalle devono essere allineate dietro la linea di tiro e non oltre! Secondo esagerato errore; se lo swing totale del put che io voglio fare è indicabile come 100, 40 sarà il backswing e 60 il follow trought. Back swing con lentezza e controllo in linea retta e follow trought in accelerazione seguendo la stessa traiettoria. Et voilà… tocco di palla perfetto e panciotto della mia gatta salvo! Ora devo solo metterlo in pratica in campo ma come? Mi guarda e mi dice di prendere un chiodo, legargli una corda simile a quelle che i muratori chiamano “livella”, all’altra estremità applicare un gesso. Devo iniziare con il tracciare la linea sul terreno che va dalla palla alla buca, quella che secondo me è la linea giusta. Dopo di che vado a segnare delle linee perpendicolari esattamente al 40% dietro alla palla ed al 60% davanti per poi imbucare dalla distanza da me stabilita con lo swing secondo me adatto. Se ho capito bene, e stasera eventualmente correggo, il tutto è facile, pratico, economico e soprattutto imparo a calibrare la forza del mio tiro in funzione del taglio del green. Beh…perché non provare? Domani entro in azione…e vi farò sapere! Per ora ho ottenuto solo che la mia gatta gioca volentieri con me e con la palla rosa che mi ha regalato il tapiro! Intanto grazie a Claudio Scaccini per avermi concesso di utilizzare la bella foto del caddie di Marco (il maestro Hermann Casse) all’ultimo open d’Italia! E’ pur sempre un modo per controllare la linea!! (Loredana Dolce)




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Creato domenica 15 marzo 2009
 
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