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L'esperienza della zona nel golf : un esercizio Stampa E-mail
Golf mentale Come dicevamo nella prima parte , l’esperienza della zona è puramente soggettiva. Ed infatti ogni campione, o fuoriclasse, ha il suo metodo, lo vive e lo descrive in modo assolutamente personale. Magari lo ha elaborato in anni ed anni di gioco e di tentativi prove ed errori fino ad arrivare ad una tecnica che funziona quasi sempre. Molti psicologi dello sport consigliano di praticare ogni giorno una tecnica che prevede di ‘non pensare a nulla mentre fai il colpo!’. Il modo per essere nella zona è fortemente legato agli schemi mentali che una persona adotta in base alle proprie convinzioni, pensieri, esperienze e insegnamenti che ha ricevuto.

Se ti va, prova a fare questo semplice esercizio mentale (prima leggi tutto fino alla fine e assicurati di aver ben compreso le istruzioni).

Mettiti in un luogo tranquillo in cui sei certo di non dover fare niente che richieda la tua completa attenzione. Scegli un luogo in cui puoi rilassarti e sei sicuro di non essere disturbato per circa 15 minuti. Per esempio puoi stenderti sul divano di casa tua.

Fai qualche respiro profondo e chiudi gli occhi.
Pensa ad una volta della tua vita in cui hai avuto una performance da zona: potrebbe essere un’ esperienza sportiva o una qualsiasi altra esperienza in cui stavi realizzando ciò che desideravi in modo automatico, facilmente, senza sforzo e divertendoti. Puoi farti una domanda del tipo: ‘Che cosa ho provato in una di quelle situazioni in cui tutto ciò che facevo riusciva facilmente e mi sentivo al meglio delle mie capacità?’ E lascia che la tua memoria ti proponga delle esperienze di questo tipo. Probabilmente sono più di una. Inizia da quella che ti piace di più. Fai caso a quello che vedevi, ascoltavi e provavi mentre avevi questa performance eccezionale. Goditi la scena e le emozioni positive legate a questa esperienza.

Quando hai fatto, ritorna all’inizio dell’esperienza e cerca di capire cosa all’inizio della prestazione ha attivato il tuo accesso alla zona: è stato qualcosa che hai visto (p.e. il colore del campo)? è stato un suono o una voce che hai sentito (p.e. il rumore del colpo sulla pallina, un suono o una parola detta con un tono particolare)? oppure è stata una sensazione che hai provato (p.e. il contatto con la tua racchetta, con il tuo ferro, la sensazione del camminare sul terreno). Insomma cerca di capire a livello sensoriale cosa ti ha fatto provare quell’esperienza che per te rappresenta un esempio di ‘accesso alla zona’. Ripeti questa immaginazione con altri episodi di zona che la tua mente inconscia ti propone, quando adeguatamente interrogata. Fai caso quali sono i fattori in comune tra le varie esperienze di zona, specialmente per quanto riguarda il momento in cui iniziano. E’ questo quel momento magico, la soglia della zona, che una volta varcata ti permette di avere a disposizione le tue risorse più potenti, risvegliando quel gigante che dorme dentro di te, e di giocare al tuo meglio. (Qui finisce l’ esercizio, hai letto fin qua, ora, se ti va, fai l’esercizio e poi prosegui la lettura)

A questo punto alcuni possibili risultati possono essere: - sei riuscito ad accedere alla zona abbastanza facilmente: ma allora cosa ti impedisce di farlo in modo regolare quando ti occorre? - potresti aver avuto difficoltà o impedimenti a entrare nella zona: riesci a capire quali sono questi impedimenti? Perché la questione non è come accedere alla zona, ma piuttosto come ri-accederci e rimanerci nelle situazioni in cui ci serve. (continua)

Francesco Pattarello
Sportmentale 





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Creato lunedì 16 giugno 2008
 
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