HOME arrow Notizie arrow Tecnica arrow L'esperienza della zona : Il gigante
L'esperienza della zona : Il gigante Stampa E-mail

Golf Mentale La zona è quello stato mentale in cui il giocatore riesce ad avere performance eccezionali. Un giocatore di golf, per esempio, che gioca in questo stato mentale, è praticamente imbattibile nell’ambito del suo livello di competizione ed è capace di prodezze che rimangono nella memoria sportiva per anni.

Ma cosa prova un giocatore quando è nella zona? Se i risultati di gioco sono per lo più oggettivi, l’esperienza della zona può essere puramente soggettiva. Spesso infatti, un giocatore che sperimenta questo stato mentale e fisico, descrive una sensazione di potenza che riesce a esprimere senza sforzo, come se il suo corpo e i movimenti di gioco fossero guidati da un motore con un turbo che ne aumenta la spinta quasi istantaneamente. Un giocatore di golf in zona può sperimentare uno swing estremamente fluido senza sforzo conscio e senza tensioni negative. Un giocatore di tennis in zona, si trova a muoversi ed a difendere il campo con estrema facilità, colpendo la palla con incredibile potenza e precisione, divertendosi e senza sforzo. Ci si trova, perché la cosa più incredibile è che questa potenza non sembra controllata dal giocatore, almeno consciamente, ma da qualche forza di cui non si riesce a comprendere la provenienza. Quasi tutti i giocatori di un certo livello hanno sperimentato, in una certa fase della loro carriera, questa sensazione di potenza, in cui il gioco fluisce senza sforzo e con risultati estremamente soddisfacenti, anzi stupefacenti. E purtroppo questo è successo solo per un breve periodo, un giro di golf, un torneo di tennis, oppure solo per qualche attimo di gioco. Un attimo che però ci è stato sufficiente per renderci conto di quanto possiamo essere potenti quando siamo al meglio del nostro potenziale. E molti si stanno ancora chiedendo ‘come ho fatto quella volta?’, perché purtroppo sembra che, per molti giocatori, questa sensazione di potenza arrivi spesso inaspettatamente e, altrettanto inaspettatamente, se ne vada. Come si può fare a disporre di questa potenza quando ci serve veramente? 

Non so se ricordi quel dispositivo chiamato booster che veniva installato qualche anno fa in alcune auto di serie per avere più potenza attraverso l’attivazione di un turbo: era una specie di pulsante che il guidatore poteva usare a sua discrezione per avere più potenza dal motore. Hai mai provato a immaginare come sarebbe il tuo gioco se fosse possibile avere un comando a tua disposizione che ti permetta di avere ‘prestazioni da zona’ quando lo desideri? La potenza che abbiamo dentro di noi, e che può darci questa possibilità, risiede nella mente inconscia, una specie di gigante interiore, che guida tutto ciò che facciamo e immagazzina tutte le nostre esperienze, memorie e pensieri, pronto a richiamarle nei momenti che ritiene più opportuni. La nostra mente inconscia è il nostro servo fedele, il gigante, e fa letteralmente quello che le chiediamo di fare. Non è nostra amica. Non è nostra nemica. Semplicemente segue alla lettera la nostra intenzione su quello che vogliamo ottenere in una specifica situazione. Se noi ci poniamo un certo obiettivo, quindi definiamo la nostra intenzione, la mente inconscia ci fa mettere in atto tutte quelle azioni che ci permettono di realizzare quell’obiettivo. Per questo è importante che l’obiettivo sia ben formato, in modo da dare le giuste istruzioni ed essere il più specifici possibile.

Quando un giocatore si trova nella zona, la mente conscia si tranquillizza, è come se si svuotasse mettendo a tacere il dialogo interno, e questo permette alla più potente mente inconscia, il gigante, di condurre al meglio la prestazione in modo automatico, o inconscio. Insomma, in quel momento l’effetto di tutte le interferenze, sia interne che esterne, che sottrae potenza ad un gioco ottimale viene neutralizzato e il corpo ‘performa’ al meglio che ha imparato a fare. Dico imparato a fare, perché questo gigante ha una memoria elefantiaca, ricorda tutto quello che abbiamo pensato, imparato e fatto nella nostra vita. Per cui se almeno una volta abbiamo fatto uno swing perfetto, un servizio eccezionale o una ricezione perfetta, magari consciamente possiamo anche non ricordarlo, ma la mente inconscia ricorda perfettamente tutti i dettagli di quel momento, ovvero i nostri pensieri, la postura, i movimenti con la relativa forza muscolare impiegata, la velocità con cui li stavamo eseguendo, le sensazioni che provavamo, il livello di concentrazione, etc… Insomma un’ enorme mole di informazioni che non è possibile ricordare e gestire consciamente, ma che è lì pronta ad essere richiamata. Il gioco eccellente che abbiamo fatto in certi momenti della nostra vita è lì dentro, nella nostra memoria inconscia, ed è possibile esprimerlo al meglio in modo automatico attraverso il controllo della mente inconscia, quando la mente conscia è tranquillizzata e le interferenze neutralizzate. Molti sono curiosi di sapere come si accede alla zona. In realtà una domanda più corretta da porsi è come sia possibile neutralizzare quelle interferenze che penalizzano il nostro potenziale e impediscono ad un essere umano essere in zona e di rimanerci, possibilmente senza bisogno di trascorrere vent’anni di meditazione in un monastero tibetano. (fine 1ma parte, continua )Francesco Pattarello
www.sportmentale.it





Segnala su Segnalo.com!Segnala su OK Notizie!Reddit!Del.icio.us!Google!Live!Facebook!Technorati!StumbleUpon!Yahoo!Aggiungi questa funzionalità di social bookmarking al tuo sito Joomla!

Tags


golf mentale 
Powered By Joomla Tags

Creato giovedì 05 giugno 2008
 
< Prec.   Pros. >

Japan Golf


Trilogia Bico Golf

Feed Rss



Nextgolf twitter

Newsletter

Login Form






Password dimenticata?